DL 19/2026: più certezza nei procedimenti edilizi e nel valore degli immobili
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Nel mercato immobiliare, il valore non dipende solo da cosa si costruisce, ma da quando e a quali condizioni un progetto può diventare realtà. Il nuovo Decreto Legge 19/2026 interviene su uno dei nodi più delicati di questo aspetto: il rapporto tra progetto edilizio, amministrazione e tempi decisionali.
Agendo su permessi di costruire, silenzio‑assenso e Conferenza di Servizi, il decreto non si limita a semplificare le procedure, ma incide sulla sostanza dei processi che rendono un intervento realizzabile e un immobile valorizzabile.
Al centro non c’è solo la velocità, ma la certezza delle condizioni operative.
Il silenzio‑assenso: da eccezione a regola operativa
Il silenzio‑assenso è un istituto previsto dall’ordinamento amministrativo italiano da oltre trent’anni: in linea generale, quando la Pubblica Amministrazione non risponde entro un termine stabilito a un’istanza del privato, la richiesta può intendersi accolta.
In ambito edilizio, tuttavia, questo meccanismo è stato a lungo applicato in modo incerto e disomogeneo.
Permessi di costruire o titoli in sanatoria maturati “per decorso del tempo”, privi di una conferma amministrativa formale, restavano difficili da utilizzare in modo sicuro nelle compravendite, nei mutui e nei rogiti notarili, dove la piena leggibilità dei titoli edilizi è un requisito imprescindibile.
Il silenzio‑assenso, così, si è trasformato in una zona grigia procedurale: una situazione che ha rallentato operazioni, rinviato decisioni e, in molti casi, congelato il valore degli immobili in attesa di una chiarezza che non arrivava.
Con il DL 19/2026 il legislatore chiarisce che, decorso il termine previsto senza una risposta formale, l’Amministrazione deve rilasciare un’attestazione automatica che certifica la formazione del silenzio-assenso.
Sse l’amministrazione non rilascia l’attestazione, questa può essere validamente sostituita da una dichiarazione asseverata di un tecnico abilitato, che certifica che i tempi sono scaduti e che la pratica è da considerarsi approvata.
In questo modo, l’inerzia amministrativa non blocca più la circolazione del titolo edilizio, e il procedimento trova comunque una chiusura formalmente riconoscibile.
Il tempo come criterio di valore
Nel real estate contemporaneo, il tempo non è una variabile neutra. Incide sulla fattibilità dei progetti, sulla bancabilità degli interventi, sulla capacità di trasferire e valorizzare un immobile.
Ogni fase sospesa, un permesso non concluso, un titolo incerto, una procedura che si prolunga oltre misura, si traduce in attesa, prudenza, immobilizzazione di valore.
Con il DL 19/2026, il tempo entra finalmente nel perimetro della decisione. Questo cambia il modo di progettare, trasformare e investire: restituisce prevedibilità ai processi edilizi e consente di pianificare con maggiore sicurezza operazioni di sviluppo, rigenerazione e compravendita.
In un mercato che premia decisioni consapevoli e tempi definiti, la certezza procedurale diventa un fattore concreto di valore.
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